Esiste una ricetta che ti consente di prendere in mano la tua vita e farne ciò che vuoi? Quale risposta ti dai? Le risposte sono dentro di noi, basta cercarle!
La convinzione potente dei leader, delle persone famose, dei geni, è quella di andare incontro verso i grandi orizzonti, avendo quella credenza potenziante dell’open space. Essi si muovono in questo open space per cogliere con convinzione l’esistenza di qualcosa di nuovo, qualcosa di cui non ne sono a conoscenza.
La prima caratteristica di queste persone è quella qualità di aver abbracciato lo sconosciuto, l’ignoto. Essi partono sempre da una posizione di non conoscenza. Un po’ come la mente del principiante che inizialmente non sa. Un po’ come Socrate che affermava “so di non sapere” ed era quello che lo muoveva.
La seconda caratteristica è l’abilita di trascendere, superare e gestire il piano delle contraddizioni, dei paradossi di non rimanere bloccati ed incastrati in ciò che è poco comprensibile.
La terza caratteristica l’abilità di sviluppare l’assiduità, la persistenza, la costanza e di continuare in quella direzione.
La metafora della rana e del pipistrello di Robert Dilts ci fa capire meglio queste caratteristiche che possono essere proprie di ogni individuo
Essi, sono due animali che simboleggiano l’aspetto attivo e proattivo presente in ognuno di noi.
Entrambi si nutrono degli stessi tipi di insetti ma con una strategia completamente diversa.
La strategia della rana è quella di rimanere seduta, in attesa, quando l’insetto si avvicina è pronta per afferrarlo. Le rane in generale hanno una bassa rilevazione dei segnali deboli dell’ambiente, questo significa che nel caso un insetto si trovi nei pressi, la rana lo riconosce come cibo, ma se questo insetto è un po’ distante, neanche se ne accorge.
Una ricerca della Johns Hopkins University ha dimostrato che se immergiamo una rana in acqua bollente, (un segnale forte), l’anfibio tende a saltare ed uscirne. Mentre se immergiamo una rana in acqua fredda (segnale debole) che gradualmente viene riscaldata fino ad altissime temperature, la rana non reagisce e finisce bollita. Questo significa che le rane, ma anche molti di noi, abbiamo bisogno di segnali molto forti prima di agire e prima di cambiare, aspettano. Le rane sono reattive rispetto all’ambiente.
I pipistrelli invece hanno un atteggiamento completamente diverso. Innanzitutto, possiedono ali ed orecchie grandi ed hanno la possibilità di emettere e ricevere impulsi ad alte frequenze. Hanno una struttura più evoluta. Sono considerati reattivi. Invece di aspettare esplorano, spaziano tra l’ambiente e monitorano i segnali deboli. Quando sono in volo, con i loro ultrasuoni colpiscono gli oggetti ed il suono ritorna al pipistrello che ne elabora il contenuto. Tutto ciò ci consente di affermare che il pipistrello è molto sensibile ai segnali deboli e sulla capacità di conoscere meglio il suo ambiente.
Sono due strategie di sopravvivenza completamente diverse che producono diversi risultati e conseguenze. Infatti, il ciclo di vita medio di una rana è di circa 2 anni mentre quello di un pipistrello varia tra i 40 e 50 anni, eppure, mangiano lo stesso tipo di insetti. Quindi risulta evidente che la strategia di sopravvivenza del pipistrello gli permette di avere una speranza di vita decisamente più lunga.
Se vogliamo riportarla alla metodologia del coaching, la strategia della rana è basata sul breve periodo mentre quella del pipistrello sul lungo periodo ed i risultati si vedono.
Nihil sub sole novum!

SEI RANA O PIPISTRELLO? QUALE RISPOSTA TI DAI?

di Gaetano Donnarumma - lettura di Stefania Guarracino

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