A volte, basta soltanto, aver avuto un’esperienza negativa con una persona con certe caratteristiche, per giungere alla determinazione di non voler più niente a che fare con gente di quel tipo. Addirittura, anche alcune caratteristiche fisiche possono condizionare.
Immaginate se abbiamo avuto una relazione turbolenta con una persona bionda con gli occhi chiari, nel futuro ci manterremo a distanza dalle persone con queste caratteristiche. Il nostro passato comincia a costruire inconsciamente delle barriere, dei pregiudizi. Già sappiamo cosa accadrà!
Io so cosa sta pensando!…
La lettura del pensiero altrui è una delle più potenti barriere della comunicazione.
I motivi di qualcosa che non mi è stato chiaramente esplicitato, sono frutto della sola mia fantasia senza nessuna base concreta.
Quante volte ascoltiamo persone che tendono a generalizzare con frasi del tipo “quello specialista è ritenuto il migliore nel suo campo”.
Ma ritenuto da chi? Migliore rispetto a che? In assoluto?
Bisognerebbe avere delle fonti cosi attendibili ed aggiornate su larga scala per poterlo considerare un fatto concreto ed attendibile.
Basterebbe riconoscere la soggettività per rendere una comunicazione assertiva del tipo, “ secondo me, per la mia esperienza, è un ottimo specialista”.
Ecco come un’affermazione può diventare poco contestabile.
…“ mi va tutto storto!”, “capita sempre a me!” ecco un’altra generalizzazione! E cioè si tende a spalmare di nero anche aspetti rosei della vita e comportarsi di conseguenza.
Ma proprio tutto, ti va storto?
Se analizziamo i fatti concreti di uno spazio temporale, anche di una sola giornata, possiamo smontare tutte queste affermazioni.
Il coaching ti aiuta a ristrutturare queste percezioni, ti aiuta a contestualizzarle per farle aderire a fatti incontestabili e farci riconoscere che solo alcune cose possono andare storte ed allora possiamo chiedere “ che cosa in particolare va storto? Cosa avresti voluto ottenere rispetto a questa situazione?”.
Una volta individuato un aspetto specifico, si può lavorare per ottenere un risultato desiderato e realizzabile.
Quando dobbiamo affrontare delle situazioni, si sente spesso la frase “Tanto lo so come va a finire!” Quando una persona si costruisce mentalmente il suo futuro, è ciò che accadrà. Il più probabile rischio è che quella sua profezia accada, era prevedibile. Questo rappresenta un perverso meccanismo di causa-effetto che porta ad ottenere quanto più si teme, per poi poter dire “tanto lo sapevo che sarebbe finita cosi”.
La mente ha un potere enorme. In questi casi è sempre meglio lavare, con una spugna, il campo da tutti i pregiudizi che ci condizionano e focalizzarci solo sulle ragioni dei risultati che si vogliono ottenere, mantenendo i piedi e le convinzioni ben ancorati a fatti concreti e circostanziati.
Non abbiamo certezze, però è possibile che si avveri una profezia migliore.
Nihil sub sole novum!

TANTO LO SO COME VA A FINIRE. FATTI, OPINIONI E PROFEZIE.

di Gaetano Donnarumma - lettura di Stefania Guarracino

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